Longevità

Perché tutti parlano di longevità?

La longevità è diventata uno dei concetti più ricorrenti nei settori della salute, della nutrizione e del benessere. Tuttavia, lontano dall’essere una moda passeggera, riflette un ampio cambiamento demografico, scientifico ed economico che sta ridefinendo il modo in cui comprendiamo la prevenzione, la formulazione dei prodotti e l’innovazione negli ingredienti.

Oggi parlare di longevità significa andare oltre il semplice “vivere più a lungo” e concentrarsi su come preservare la funzionalità, l’autonomia e la qualità della vita nel tempo.

Un cambiamento demografico senza precedenti

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e delle Nazioni Unite, l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno globale, accelerato e strutturale. Si stima che entro il 2030 una persona su sei nel mondo avrà più di 60 anni e che entro il 2050 la popolazione in questa fascia di età supererà i 2,1 miliardi. La coorte degli over 80 sarà il segmento in più rapida crescita, triplicando fino a raggiungere 426 milioni di persone (1).

Questo cambiamento non riguarda solo i paesi sviluppati. Circa l’80% della popolazione anziana vivrà in paesi a basso e medio reddito, aumentando la pressione sui sistemi sanitari e rafforzando la necessità di strategie preventive a lungo termine efficaci e sostenibili (1).

La longevità non riguarda solo il vivere più a lungo, ma il vivere meglio

Da un punto di vista scientifico, l’invecchiamento è definito come l’accumulo progressivo di danni cellulari e molecolari, che porta a una graduale perdita di capacità funzionale e a un aumento del rischio di malattie croniche (2).

Questo processo è multifattoriale e multisistemico. I principali meccanismi biologici coinvolti includono la disfunzione mitocondriale, l’accorciamento dei telomeri, la senescenza cellulare associata al fenotipo infiammatorio SASP (inflammaging), l’instabilità genomica derivante dai danni al DNA, la disbiosi intestinale e la degenerazione muscoloscheletrica, come la sarcopenia e la perdita di densità ossea (2–4).

Questi meccanismi spiegano perché la longevità non può essere affrontata con un approccio unico, ma deve essere considerata come un processo complesso che richiede interventi integrati e basati su evidenze scientifiche.

 

Figura 1. Principali meccanismi biologici dell’invecchiamento. Adattato da López-Otín et al. (2013) e letteratura successiva (2–4).

Dall’“Anti-Invecchiamento” alla Salute per tutta la vita

I progressi nella conoscenza scientifica hanno determinato un cambiamento di paradigma. La longevità non è più vista esclusivamente attraverso la lente dell’“anti-invecchiamento”, ma piuttosto tramite strategie di salute per tutta la vita, mirate a preservare le funzioni fisiche, cognitive e metaboliche per periodi di vita più lunghi (3,4).

In questo contesto, le principali aree di interesse scientifico e di mercato includono:

Fonti: Rivero-Segura NA et al., Nutrients 2024;16(17):2835; Carvalho BG et al.,
Nutrition Research 2025; Chopra AS et al., Pharmacological Research 2022;175:106001.

Longevità e nutraceutici:

una relazione strategica

Il rapporto tra il mercato della longevità e i nutraceutici è stretto e bidirezionale. Il mercato della longevità comprende prodotti, interventi e tecnologie progettati per estendere la health span e ritardare l’insorgenza di malattie legate all’età. In questo contesto, i nutraceutici, definiti come composti bioattivi che offrono benefici oltre la nutrizione di base, sono emersi come una delle principali categorie di sviluppo grazie alla loro capacità di modulare processi chiave come lo stress ossidativo, l’infiammazione cronica e la senescenza cellulare (5–7).

La crescita del mercato dei nutraceutici è guidata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento della consapevolezza sanitaria e dalla domanda di strategie preventive che aiutino a mantenere funzionalità e qualità della vita negli anni successivi. Attualmente, è in corso la ricerca su un’ampia gamma di composti per i loro potenziali effetti geroprotettivi, cioè la capacità di ritardare o prevenire patologie legate all’invecchiamento (5,8).

Tuttavia, sebbene siano disponibili dati preclinici ed epidemiologici promettenti, le evidenze cliniche robuste negli esseri umani restano limitate per molti ingredienti. Ciò evidenzia l’importanza di avanzare verso formulazioni basate su meccanismi d’azione ben definiti, studi clinici di alta qualità e chiari quadri normativi (6).

Un settore in rapida espansione

L’interesse scientifico per la longevità si riflette anche nei dati economici. Gli investimenti globali in questo settore crescono a ritmi a doppia e tripla cifra, spinti dalla prevenzione post-pandemica, dallo sviluppo di tecnologie per la salute, dall’intelligenza artificiale e dalla personalizzazione basata su biomarcatori. Per i brand e gli sviluppatori, ciò rappresenta una chiara opportunità per innovare con rigore, supportati da ingredienti scientificamente validati, formulazioni coerenti e comunicazioni credibili.

Guardando avanti

Tutti parlano di longevità perché non si tratta più di una moda, ma di una realtà biologica, demografica e strategica. Comprenderne le basi scientifiche è fondamentale per sviluppare soluzioni che rispondano alle esigenze di una popolazione che non vuole solo vivere più a lungo, ma vivere meglio.

La longevità non è improvvisata.

Si costruisce sulla scienza, sulle evidenze e su una visione a lungo termine.

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Riferimenti

  1. United Nations Department of Economic and Social Affairs, Population Division. World Population Prospects 2022: Summary of Results. New York: United Nations; 2022.
  2. López-Otín C, Blasco MA, Partridge L, Serrano M, Kroemer G. The hallmarks of aging. Cell. 2013;153(6):1194–1217. doi:10.1016/j.cell.2013.05.039.
  3. López-Delgado DS, Chapues-Andrade GL, Narváez CA, Santacruz JZ, Rosero-Galindo CY. Physiology of ageing: update and genetic perspective. Medicina de Familia. SEMERGEN. 2025;51(6):102452. doi:10.1016/j.semerg.2025.102452.
  4. Carvalho BG, Ribeiro AA, da Mota JC, Carvalho LM, Nicoletti CF. Integrating biological age, epigenetic clocks and telomere length in precision nutrition strategies for chronic disease management: potential frameworks and ongoing challenges. Nutrition Research. 2025. doi:10.1016/j.nutres.2025.01.004.
  5. Rivero-Segura NA, Zepeda-Arzate EA, Castillo-Vázquez SK, et al. Exploring the geroprotective potential of nutraceuticals. Nutrients. 2024;16(17):2835. doi:10.3390/nu16172835.
  6. Chopra AS, Lordan R, Horbańczuk OK, et al. The current use and evolving landscape of nutraceuticals. Pharmacological Research. 2022;175:106001. doi:10.1016/j.phrs.2021.106001.
  7. Kaur A, Macip S, Stover CM. An appraisal on the value of using nutraceutical-based senolytics and senostatics in aging. Frontiers in Cell and Developmental Biology. 2020;8:218. doi:10.3389/fcell.2020.00218.
  8. Vaiserman A, Lushchak O. Implementation of longevity-promoting supplements and medications in public health practice: achievements, challenges and future perspectives. Journal of Translational Medicine. 2017;15(1):160. doi:10.1186/s12967-017-1259-8.